Una mamma in viaggio, senza…

La mia amica e sponsor Chiara, titolare dell’e-shop di accessori per piccoli viaggiatori In Viaggio con Leo ha da poco lanciato il Blog di Leo e, per festeggiare, ha indetto un contest, che scadrà il 12 marzo. Come faccio a non partecipare proprio io che sono una concorsitsta nata? Chiara chiede un aneddoto relativo ad un viaggio con i figli. E ad un accessorio che non avevamo e ci sarebbe stato utile. Grazie anche a Chiara, noi siamo superattrezzatissimi. E, purtroppo, con Marco non abbiamo ancora fatto viaggi degni di chiamarsi così. Ma un aneddoto che ora ritengo divertente -anche se all’epoca non è stato così- è il viaggio senza bimbo.

Si tratta di un viaggio sognato, immaginato, preparato. Ma senza “il più e il meglio”: senza il bimbo. Come senza bimbo -direte. Sì, senza bimbo. Di solito quando si va a partorire dopo una gravidanza normale, regolare, si parte di casa con il sacco rotto e, magari, coi dolori, e si torna a casa col bimbo. Ed invece a me non è successo così. Perchè il giorno delle mie dimissioni ho visto Marco un pò giallino. Ittero. Povero il mio topo, me l’hanno messo sotto la lampada UV, appena nato e già vanitosetto. E non l’hanno dimesso. Quando l’ho saputo devo dire che ci sono rimasta male. Fra l’altro, mio marito era già partito verso l’ospedale con la carrozzina a bordo. Mica poteva tornare indietro e scaricare la carrozzina? E’ stato un viaggio un pò triste: noi che tornavamo a casa con la carrozzina vuota e Marco che se ne restava all’ospedale. Ma è bastato poco tempo per metabolizzare la cosa. Terminato il viaggio senza “il più e il meglio”, infatti, ho capito che avrei avuto qualche notte -sono state tre- per fare ricche dormite. E per iniziare l’avventura di mamma riposata, rilassata, fresca come una rosa. Un consiglio alle mamme che dovranno fare il “viaggio senza”: guardate il lato positivo!

Con questo post partecipo al contest “Racconti…in viaggio” di In Viaggio con Leo

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