Un incontro importante: Björn Jacobson (BabyBjörn)

Se mi seguite anche su Trippando (e poi su facebook, instagram e twitter), già saprete che alla fine d’agosto sono stata una settimana a Stoccolma. Un viaggio di famiglia. Anzi, di famiglia allargata, dato che oltre al consorte e a Toparco c’erano anche i miei cognati con Topego.

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Ho tante cosa da raccontarvi, ma una la devo dire subito perchè non sto nella pelle. C’è stato un momento particolarmente emozionante durante il viaggio a Stoccolma. Ed è stato un incontro. Un incontro con un signore, anziano, apparentemente normalissimo. In realtà il fondatore di una delle più grosse e famose e importanti aziende di prodotti per bambini del mondo. Uno degli uomini più grandi di tutta la Svezia.

Rewind.

Prima di partire, com’è mio solito, mi sono ben documentata, su guide e blog. Sul blog della mia amica Francesca ho letto di un posto che non avevo trovato sulle guide. Ovviamente mi ha incuriosito ed affascinato. Questo luogo si chiama Atipelag ed è uno spazio multifunzionale entusiasmante. Gli dedicherò un articolo ad hoc, non vi preoccupate! Ma… ma non avevo letto da nessuna parte di chi fosse il titolare e l’ideatore di questo melting pot di arte e natura. Conoscete gli accessori per bambini BabyBjörn? Ecco… Artipelag è nato dall’idea e dall’investimento di Björn Jacobson e di sua moglie. Dalla loro passione per l’arte e la natura. Dal loro amore per Stoccolma e il magnifico arcipelago che la circonda.

E noi eravamo lì, al Self-Service di Artipelag. Enrico stava posizionando Marco su un seggiolone. E si è avvicinato Lui. Björn. Con la targhetta con su scritto il nome come tutti i dipendenti.

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Ha iniziato a spiegare ad Enrico come fissare il vassoio. Io ed Enri ci siamo guardati: “E’ lui?” – gli ho chiesto. “Sì”, fa Enri. Non so se Björn ci ha capiti, ma ha continuato a spiegarci la concezione del “suo” seggiolone come solo chi pensa una cosa che diventa realtà sa fare. Con una semplicità senza uguali. Io gli ho chiesto di poter avere una foto insieme. Come si fa con le rockstar o i calciatori. Lui mi è parso un pò imbarazzato. Ma mi ha abbracciato ed ha continuato a parlare. Che bello nonno Björn!

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Mi vien da pensare: ma ve lo immaginate dove sarebbe stato nonno Björn se fosse stato italiano? Sono i soliti luoghi comuni, ma la realtà è davanti agli occhi. Avrebbe avuto una compagna di cinquant’anni meno, chissà quali macchine e, sicuramente, non sarebbe stato a lavorare. Figuratevi, poi, del portare la targhetta come i dipendenti. Voi l’avete mai visto un “titolare” con la targhetta?

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