“Mamma mi porti a fare un giro in elicottero?” La Riviera dall’alto e quel sogno di bambino…

Oggi passo la parola a Romina, che ci racconta di quando suo figlio le ha chiesto di portarlo a fare un giro in elicottero… e hanno visto la Riviera dall’alto…

Ebbene sì, alla fine è arrivata anche questa domanda, da classificare rigorosamente tra le dieci domande più strane che il pargolo (mica più tanto pargolo in verità…) mi ha rivolto nei suoi primi 12 anni di età.

Che fosse appassionato di aerei, elicotteri e qualsivoglia mezzo di trasporto volante lo sapevo da tempo: ancora sedeva nel passeggino e non emetteva verbo ma quando andavamo in giro e passava un aereo si ostinava a indicare il cielo col suo ditino insistendo con un mugolio che crescendo è diventato “aro” poi “aero”, “aereo” e infine “wow”.

Ebbene, quest’estate il caso ha voluto che mi trovassi a contattare un elicotterista per lavoro e sia riuscita a imbucare me e mio figlio su un volo a scopo fotografico organizzato dai colleghi di rivieraromagnola.net per corredare le pagine dedicate alle vacanze in Riviera Romagnola.

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Neanche a dirlo, l’esperienza è stata entusiasmante per entrambi.
Lo spettacolo della nostra Riviera Romagnola dall’alto è inenarrabile, devo dire che il pargolo aveva ragione: da quassù è tutta un’altra cosa! I colori degli ombrelloni sulla spiaggia, le sfumature verdi del mare, le persone che diventano puntini lontanissimi…

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Perfino la ruota panoramica di Rimini, che dal basso ci era sembrata enorme e sembrava averci dato grandi soddisfazioni a livello panoramico, da quassù sembrava un puntolino nell’universo. E la nostra Rimini era ancora più bella vista da lontana, con le barche a galleggiare nella darsena e il suo interminabile lungomare.

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La zona che forse più di ogni altra  ha superato le mie aspettative è quella delle saline di Cervia: dall’alto si possono abbracciare tutti i bacini salini, apprezzarne la simmetria  e le dimensioni ma soprattutto cogliere le gradazioni di colore. Finalmente ho visto con i miei occhi quel fenomeno che la guida spiega dettagliatamente durante le visite in salina: la colorazione rossa dell’acqua dipende da un piccolo crostaceo, l’Artemia salina, che trova il suo habitat naturale nelle acque salate. Non solo facilita il processo di salinazione mantenendo pulita l’acqua e facilitando con la sua colorazione la penetrazione dei raggi solari e quindi l’evaporazione, ma costituisce il pasto ideale per numerose specie di uccelli che scelgono proprio la salina per nidificare.

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A proposito, i fenicotteri rosa che tra maggio e giugno si fermano in salina prima di migrare in Africa, devono il delizioso colore del piumaggio proprio a questi microrganismi di cui vanno ghiotti.
Per approfondimenti sulle saline: www.salinadicervia.it

Che dire, grazie al pargolo (e alla meraviglia nei suoi occhi!) per avermi spinta ancora una volta a spostare un po’ oltre i miei confini!
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