Resoconto semiserio di un anno impegnativo

Quest’anno supero me stessa, con due articoli di fine anno. Come? Dato che è stato un anno impegnativo e massiccio, ho deciso di fare due blog-bilanci: uno su tutto ciò che è successo fuori di me; l’altro su ciò che è successo dentro di me. Il primo lo trovate su Trippando, il mio blog-famiglia. L’altro… eccolo!

Eh, il 2013… è stato davvero un anno pieno. E’ iniziato con tante idee, ed è finito con un messaggio chiaro: meglio non programmare! Tanti viaggi sulla carta: si inizia con la settimana bianca e dopo  tre giorni siamo costretti a tornare a casa perchè sia io che il Topomarco abbiamo preso l’influenza (guarda caso, il papigno l’aveva avuta la settimana prima della partenza).

Lezione n°1: mai partire subito dopo essere stati malati. O l’ha presa tutta la famiglia o si resta a casa… meglio malati a casa che malati in vacanza, no?

Poi è arrivato il tanto atteso trasferimento-avvicinamento del consorte: da Volterra a Livorno. E’ stato un grande momento. Non per lui, che, pessimista come sempre, ha rifiutato di aprire lo spumante messogli in tavola dalla suocera, ma per “la famiglia”. La sveglia che suona mezz’ora (abbondante) dopo, il rientro a casa un pò prima la sera, la minore stanchezza, il più tempo per godersi suo figlio (e per far rilassare sua moglie!). Non so com’abbia fatto, sant’omo, a farsi Volterra-Vecchiano anda e rianda 5 giorni alla settimana per tre anni. Anzi, forse lo so: all’inizio applicava la teoria (mitica) della mì suocera “le sposine vanno mantenute”, poi sono rimasta incinta. Mica uno può trasferirsi fuori casa dal lunedì al venerdì con la moglie incinta? E, infine, il Toparco. Come fare a stare da un’altra parte con quell’amabile teppistello che ti aspetta? E’ andata… nel frattempo, avevamo programmato un weekend lungo a Torino (noi per i weekend corti non ci muoviamo: quelli sono dedicati al mantenimento-casa!). Ma il piano-ferie è cambiato. Pluff! Da Torino, all’Elba. Pronti per partire… ennò, il Topomarco ha trentottoemezzo di febbre.

Lezione n°2: mai partire se si è ammalati. E mai dire gatto…

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…ed è così che arriva l’estate. Vacanza in Croazia studiata nei minimi dettagli, alloggi prenotati, mancano 15 giorni alla partenza ed il mio babbo si sente male. A tre metri d’altezza per tagliare la siepe, si sente mancare. Dottore. Ambulanza (con sirena!). Pronto soccorso. 4 ore d’attesa col codice giallo. Lui che vuol firmare e tornare a casa. Enrico che cerca di sdrammatizzare. Io che non mollo. Cambio Enrico-mamma (uno dei due deve badare il Toparco). Visite. Lei resta anche stanotte. Intanto va in consulenza in cardiologia. Lui vuole andare a casa a cena. Cardiologia. Eco. Può essere successo qualcosa. Coronarografia e angioplastica d’urgenza. Lui esce dalla sala e vuol tornare a casa. Muahaha. Dopo 40 anni di lavoro in ospedale e 16 di pensione, non ci vuole più stare. Lui resta lì. Una settimana. La sattimana più da figlia unica che io abbia mai vissuto. Enrico non può prendere ferie. Il mio babbo è il baby sitter di Marco. Restiamo io e la mia mamma: una sta col bimbo, l’altra all’ospedale. La settimana più calda dell’estate. Il passo alle 12. Di certo il Topomarco figlio unico non rimane. Avessi avuto un fratello, avrei tirato il fiato. Invece no. Si resiste. Il referto dice infarto cardiaco, ma lui è solo scocciato dalla brancata di pasticche che lo aspettano ogni giorno. Così è. Poteva andare molto peggio. Si racconta, ci si ride. E’ stato un evento tanta roba: per il mio babbo, che è invecchiato tutto d’un colpo, e anche per me. Non sono le case da mandare avanti o i mariti o i figli a farti diventare grande. E’ quando ti accorgi che un genitore sta invecchiando. Che devi dare anzichè ricevere. Che devi tener duro e non mollare. Se avessi ceduto riportandolo a casa senza essere visitato? Eh… non ci pensiamo. Dopo una settimana d’ospedale e una di convalescenza a casa, pare che il vecchio bofonchione stia bene. Si parte: Croazia.

Lezione n°3: mai dire gatto… di certo con il mì babbo all’ospedale non pensavo alla vacanza che poteva saltarmi, ma il rischio è stato alto (in ogni senso). Mantenere la calma, pregare, avere fiducia. Sempre.

Per il resto, il 2013 è stato un anno come gli altri. Con alti e bassi. Con ferie negate al marito. E, di conseguenza, marito stanco e poco felice. Ma succede.

Dopo le due settimane in Croazia, ce ne siamo concessi una a Stoccolma. Ci siamo divertiti. E, siccome sono una pazza, mi sono lanciata nella sfida di realizzare una app: la prima app in italiano di viaggi con i bambini. Si chiama Mamma ci porti a Stoccolma e… potete scaricare gratuitamente la versione per Android o per iPhone.

Lezione n°4: se sei una pazza, parti per fare un viaggio tranquillo e raccogliere info, foto e sensazioni per fare un bel reportage e ritorni con la voglia di fare una app.

 

 

14 Comments

  1. Mi fai sempre fare le operazioni per lasciarti un commento! Questa per poco non ero capace!!!
    Che bel resoconto!!! Se non deve restare figlio unico allora sbrigatiiiiiiii! 🙂
    Cara Silvia, come al solito io ti auguro a distanza tutto il meglio per il nuovo anno, sperando che finalmente ci potremo incontrare di persona. Siamo ridicole a stare tutte e due a pisa e dintorni e non esserci ancora conosciute di persona (non ho scritto “davvero”, perché ormai mi pare di conoscerti meglio di gente che vedo sempre!).

    Un grandissimo bacio a te e alla tua bella famiglia!

    1. mi sbrigherò… ma con calma… hehehe, prima c’ho un paio di posti da visitare assolutamente. chissà che se non ci siamo mai viste a pisa non ti si venga a trovare a civitella!
      un abbraccione e a presto!!

  2. bella….si cresce…e non per colpa dell’età , è l’amore che ci spacca il cuore…..ma noi siamo pazze d’amore e adoriamo questa vita …..sempre…un augurio grande d’amore….a te….al cucciolo…e al tu marito….un abbraccio

  3. Silvia, Silvia, Silvia…

    La vita è come è.
    Il bello è tutto lì.
    Mai programmare: provarci e idealizzare ciò che sarà crea più ansie e speranze prontamente disattese che benefici.
    Riuscire ad acquisire consapevolezza sulla caducità dell’essere rende leggeri e liberi.
    Almeno così dicono…
    Io fino a 5 giorni fa pensavo di essere sul baratro, ora sono piccolo, imbarazzato dall’affetto e dal calore della gente, dei miei simili, degli Amici.
    E sento che la vita, almeno quella che mi hanno regalato da vivere, è meravigliosa così.
    Difficile, senza sosta, con poche vacanze, diversa da quella che immagini.
    Ma è vita.
    Pace e bene…

  4. Grandissima Signora Trippando, è solo nelle difficoltà che ci si rende conto della nostra forza…ed anche io ne so qualcosa…
    E’ stato un anno che ti ha sicuramente reso più forte e determinata ma anche consapevole che gli affetti sono la prima cosa che rendono una persona completa e capace di ricevere ma, soprattutto, di donare.
    Ti auguro che tutte le esperienze possano condurti sempre sulla strada giusta…quella fatta di amore, amicizia, solidarietà, comprensione ma anche sicurezza e determinazione!
    Auguri a tutta la famigliola!

  5. Silvia, che dire.. E’ stato un anno intenso, intenso davvero. Ho provato molta empatia quando hai parlato del problema del tuo babbo, perché ho vissuto la stessa situazione.. Proprio prima di una partenza.. E con mamme ansiose come le nostre non si scherza! Ti auguro un 2014 pieno di viaggi e di racconti. E di continuare a sognare e provare a realizzare i tuoi sogni, che è la cosa che ci fa andare avanti. Un bacione al piccolo, e uno anche alla maestra Orlanda che porto sempre nel cuore!

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